IN SVILUPPO

COLORE / 35mm / 4:6 / 2021

Bagni è il racconto dell'arenile di Rimini durante la stagione invernale. Per otto mesi ho fotografato cabine, edifici, costruzioni e oggetti abbandonati, alla ricerca della loro vita scomparsa, dimenticata dalla stagione passata. Lungo 158 scatti, il racconto esamina il silenzioso lato nascosto della riviera romagnola d'inverno, scoprendone e svelandone l'inevitabile deterioramento. Luoghi a metà tra passato e presente, che da decenni conducono un ciclo di vita e morte analogo a quello di tutti gli esseri viventi. D'inverno la morte, d'estate la vita.

Ogni scatto è il prodotto di una Fujica del 1982, appartenuta a mia madre. In circa due anni ho adoperato 19 rullini, per un totale di 684 negativi, privati di persone e animali.

Ma Bagni non è solo questo. È anche un sistematico progetto di catalogazione della attuale realtà balneare di Rimini: per ogni stabilimento balneare una foto, che ne mostri l'essenza e lo liberi da una errata visione comune.

Perché la meraviglia di questi luoghi non esista solo durante le vacanze estive.

Il paesaggio invernale della riviera appare come lo scarto di qualcosa di cui non c’è più bisogno e di cui si farà a meno per sempre. Una cabina scrostata dal vento freddo della burrasca è in sé molto più definitiva di un atto di morte. Parla di qualcosa che c’era, di un sole che l’aveva illuminata, di uomini o replicanti che l’avevano usata. Nessuno crederebbe che, al giungere della nuova stagione, al pari degli alberi, essa rifiorirà a nuova a vita.

Fuori stagione — Un weekend postmoderno,
Pier Vittorio Tondelli (1985)